non possiedo nulla, solo segreti e boschi piovosi
irreale estate
canta , insiste, sul mio amore
il giorno si è smarrito e sono lontana non so se penso , sogno o dormo separata dai festini dell'italica decadenza
il mio nome, la mia storia ,la mia casa e la memoria ed il mio canto
di fronte
la solitudine
dell’orizzonte d'italia
Ghiannis Ritsos Vetrata del bagno Come s’era addensata l’aria per il profumo dei mirti e i vapori gonfi. E lui, rinchiuso già nella rete, guardava in alto la finestra. Nel vetro opaco era disegnato il campanile bianco. La corda della campana, presumibilmente tenuta dalla mano invisibile, si agitò d’un tratto e riecheggiò glorioso il suono non reciso tra il bagliore delle spade e gli alberi spezzati delle navi che dovevano servire per il ritorno. Lo sai – sussurrò – alla tua morte sopravvive ciò a cui ti sei sostenuto in vita.
Versi, qualche parola
Ricordo dei baci
che costruivamo insieme
per te
Marcos Ana La mia casa e il mio cuore (sogno di libertà) Se un giorno tornerò alla vita la mia casa non avrà chiavi: sempre aperta, come il mare, il sole e l’aria. Che entrino la notte e il giorno, la pioggia azzurra, la sera, il pane rosso dell’aurora; la luna, mia dolce amante. Che l’amicizia non trattenga il passo sulla soglia, né la rondine il volo, né l’amore le labbra. Nessuno. La mia casa e il mio cuore mai chiusi: che passino gli uccelli, gli amici, e il sole e l’aria.
la mia stanza come un santuario il mio giorno : baci di fiori
il mio cielo
innevato d'amore
Il giorno è sotto le stelle
i sogni vagano
sotto la luna
Fabio Pusterla Al castello Dentro le cose, al nocciolo dei giorni, tira un vento impetuoso. Sulle pietre lise della cucina scorre l’acqua, nella casa scricchiola il legno, l’ora; fuori, la notte, un uomo che non vedi strascina il proprio sacco di fatica: foglie secche. Ci osservano le cose, il loro immobile resistere a quel vento. Alari, mensole. Una scintilla pazza imbocca la sua gola di camino e poi scompare.
Olav H. Hauge Ho tre poesie Ho tre poesie, disse. Pensa, contare le poesie. Emily le gettava in un bauletto, io non credo proprio che le contasse, apriva solo un pacchetto di tè e ne scriveva una nuova. Era giusto. Una buona poesia deve odorare di tè. O di terra umida e legna appena tagliata.
tvb